Bronte

Bronte (Bronti in siciliano) è un comune italiano di 18 710 abitantidella città metropolitana di Catania in Sicilia. Si estende alle pendici occidentali dell’Etna. È un comune del Parco dell’Etna e del Parco dei Nebrodi. Viene chiamata città del pistacchio per la loro frutta secca.

Storia

Durante il Medioevo sul territorio dell’odierno comune si trovano 24 piccoli agglomerati appartenenti al monastero di Maniace in Sicilia. A partire dal 1468 al 1491 Bronte accolse una nutrita rappresentanza di cittadini albanesi profughi dall’Albania, a causa dalle guerre contro le armate turco-musulmane. La fondazione di Bronte può essere di poco successiva o dello stesso periodo di Biancavilla, in quanto smarriti i “Capitoli di Fondazione” non ne conosciamo l’esatta data. In questi “Capitoli” o leggi da osservare si riscontra una certa benevolenza, da parte dei feudatari e/o ecclesiastici. Gli albanesi, infatti, godevano di una certa libertà: potevano spostarsi da un sito all’altro; vendere i propri averi; avere propri ufficiali e sacerdoti; mantenere la propria religione, costumi e lingua, non essere oggetto di angherie. Degli usi e costumi o della religione albanese ben poco è rimasto; solo qualche cognome è indicativo della provenienza albanese (Scafiti, Schiros, Schilirò, Triscali, Zappia) e molte tipiche parole di sicura origine albanese. Per decreto dell’imperatore Carlo V d’Asburgo fu creata l’universitas di Bronte nel 1520. Bronte fu parzialmente danneggiata dall’eruzione dell’Etna del 1651, mentre le colate laviche delle eruzioni del 1832 e 1843 si avvicinarono ai territori di Bronte senza però raggiungere l’abitato. L’eruzione del 1843 è conosciuta soprattutto per l’esplosione della colata di lava che avvenne in seguito alla copertura di una falda d’acqua colpendo una settantina di persone delle quali diverse decine morirono orribilmente dilaniate dal fuoco. Si trattò dell’incidente più grave conosciuto nella storia delle eruzioni dell’Etna direttamente associabile con l’attività del vulcano. L’ammiraglio britannico Horatio Nelson fu insignito del titolo di duca di Bronte nel 1799 da Ferdinando I delle Due Sicilie con una donazione significativa di terreni, fra cui il Castello e la chiesa di Santa Maria nei pressi di Maniace. Durante il Risorgimento, il comune fu teatro di un episodio controverso, noto come i Fatti di Bronte. L’8 agosto del 1860, parecchi (contadini) brontesi durante una rivolta uccisero 16 “cappelli”. Per “cappelli” (in siciliano cappeddi o cappieddi) si intendevano i signori (latifondisti perlopiù), cui quel copricapo era riservato, mentre ai cafuni (villici) competeva la coppula o birritta, in italiano coppola o berretto. La rivolta fu soffocata da Nino Bixio; dopo un successivo sommario processo furono fucilati 5 presunti colpevoli.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture civili visitabili

Castello di Nelson, a ca. 13 km dal centro, risalente al 1174.
Collegio Capizzi, dal 1774 al 1779.
Il monumento megalitico di Balze Soprane

Architetture religiose

Santuario di Maria Santissima Annunziata, 1505.
Chiesa di Santa Maria della Catena, 1569.
Chiesa di San Silvestro o della Badia, 1573.
Chiesa del Sacro Cuore, anteriore 1574.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie extra moenia, anteriore al 1574.
Chiesa di San Sebastiano, anteriore al 1574.
Chiesa di San Giovanni Evangelista (e Santa Rosalia), anteriore al 1574.
Chiesa di Maria Santissima del Soccorso, anteriore al 1574.
Chiesa di Santa di Santa Caterina, 1610.
Chiesa di Sant’Antonio di Padova, XVII secolo prima metà.
Chiesa della Madonna del Riparo, 1654, demolita negli anni ’50 del ‘900 è ricostruita lì vicino venti anni dopo.
Chiesa di San Nicola
Chiesa di San Vito e convento dell’Ordine dei Frati Minori, 1589.
Chiesa di Sant’Agata, 1998.
Chiesa di Santa Maria del Rosario e convento dell’Ordine dei frati predicatori di San Domenico di Guzmán, anteriore al 1574.
Chiesa e convento dell’Ordine dei frati minori cappuccini, 1632. 34° convento dell’Ordine in Sicilia.
Chiesa di San Blandano, 1820. Ricostruzione del 1582 con attiguo monastero basiliano dipendente dell’Abbazia di Santa Maria di Maniace

Luoghi naturalistici

Cascata delle Balze Sottane
Bosco di Centorbi, querceto sul versante occidentale dell’Etna.
Forre Laviche del Simeto, forre in roccia basaltica scavate dal fiume Simeto.

Il pistacchio

Il pistacchio verde di Bronte(in sicilianochiamata frastuca per il frutto e frastucara per la pianta)è una varietà di pistacchio. (Pistacia vera cv Napoletana, innestata su pistacia terebinthus) a Denominazione di origine protetta DOP. Il Pistacchio di Bronte è anche Presidio slow food.

La coltivazione e la produzione di pistacchio rappresenta per Bronte, paese della provincia di catania un’importante fonte di reddito, tanto da essere soprannominato l’Oro Verde, per il suo alto valore commerciale. La città di Bronte ha saputo sfruttare questo vantaggio, infatti nel suo territorio si contano circa 5000 produttori, la maggior parte con appezzamenti di circa 1 ettaro cadauno, nonché qualche grosso produttore con un multiplo di ettari. Il frutto raccolto viene in genere smallato ed asciugato ad opera del produttore stesso, che poi vende il suo pistacchio in guscio alle aziende esportatrici (circa il 60% viene esportato all’estero, mentre il 40% trova impiego nell’industria nazionale e in molte nuove aziende locali che lo trasformano in crema, pesto, torrone che negli ultimi anni sono esplosi nel mercato italiano). Vi sono circa una ventina di aziende della lavorazione del pistacchio, alcune ottimamente attrezzate e tecnologicamente avanzate, che si occupano della lavorazione successiva e della commercializzazione, anche online, in Europa e in altri paesi extraeuropei. Complessivamente l’Oro Verde produce annualmente una ricchezza di circa 35/40 milioni di euro. Il Pistacchio di Bronte DOP è coltivato nel comune Bronte, e in quelli di Adrano e Biancavilla a precise altezze e terreni indicati nel disciplinare del DOP, tra i 400 e i 900 m s.l.m..Nei territori di Bronte, Adrano e Biancavilla, in oltre 3500 ettari di terreno, c’è il 90 % della produzione Siciliana (3500 tonnellate nel 2012) e rappresenta lo 0,25 % della quantità prodotta nel mondo.

(Fonte: Wikipedia)